Ascolta gli scherzi!
Le Origini e la Diffusione
Chi era Mario Magnotta?
Mario Magnotta nasce il 14 ottobre 1942 a Pieve di Teco in provincia di Imperia (il destino…), ma trasferitosi a l’Aquila nel 1945. Rimasto orfano, viene affidato a un istituto di suore. Dopo aver preso la licenza media inferiore, viene assunto a 18 anni come bidello dell'Istituto Tecnico Industriale (ITIS) “Luigi Rendina” de L’Aquila. E’ diventato una vera e propria leggenda popolare grazie alla sua inconsapevole partecipazione a una serie di scherzi telefonici organizzati da due ex studenti dell'istituto, Antonello e Maurizio. La sua figura si è impressa nell’immaginario collettivo per la reazione violenta, disperata, ma incredibilmente teatrale e umanissima alle provocazioni ricevute. Era un uomo genuino, vittima ideale perché sincero, verace e non abituato alla formalità ipocrita del mondo burocratico. Le sue risposte, intrise di dialetto abruzzese, hanno generato una comicità involontaria di altissimo livello che ha trasformato quelle telefonate in un cult, uno dei primi fenomeni virali dell’era pre-internet.
Qual era la personalità di Magnotta?
Mario era una persona estremamente semplice ed, incredibile a dirsi ascoltando le telefonate, bonaria. Aveva tuttavia due punti deboli: gli affetti ed i soldi. Bastava far leva su uno di questi punti per farlo imbestialire...anche se ha raggiunto i leggendari picchi d'ira dopo innumerevoli provocazioni: sfido chiunque a rimanere calmo! Altra caratteristica fondamentale: era estremamente rispettoso e riverente verso chi avesse un'istruzione superiore alla sua, denotando un complesso di inferiorità verso questa categoria.
Chi erano gli autori degli scherzi?
Antonello De Dominicis e Maurizio Videtta (detto Bullò) sono gli autori delle mitiche telefonate. Erano due studenti dell'ITIS (Istituto Tecnico Industriale) che già all’epoca tormentavano il Mario bidello con scherzi e burle, Non solo hanno ideato gli scherzi e impersonato i personaggi più disparati (dal direttore al ragionere, passando per amanti e burocrati), ma hanno anche saputo orchestrare i dialoghi con una maestria narrativa notevole. Le loro voci, camuffate e articolate, danno vita a un microcosmo di personaggi che rappresentano una satira feroce della burocrazia, dei servizi clienti e delle situazioni grottesche in cui ogni cittadino italiano rischia di trovarsi. Per anni hanno custodito le registrazioni come reliquie private, finché una copia, trafugata a loro insaputa, cominciò a circolare di mano in mano. Attualmente sono I gestori di un popolare ristorante aquilano, le “Antiche Mura”, dove è stato anche celebrato il compleanno dei 60 anni di Mario, insieme a tutti I fans e organizzato da Magnotta.it. Ovviamente Antonello e Maurizio hanno ancora nel loro ristorante il registratore telefonico a nastro ed un armadio pieno di cassette!
Quando sono stati fatti gli scherzi?
La telefonata più famosa, quella della “Lavatrice 4”, è avvenuta il 16 settembre 1987, data confermata da diverse fonti e dalla sbobinatura delle conversazioni. Le altre telefonate della lavatrice sono state effettuate nei giorni precedent, e sono le uniche a noi pervenute. In realtà, dale telefonate, si evince che Antonello e Bullò stavano tormentando da almeno un mese Mario per la storia della lavatrice, chiamandolo a qualsiasi ora del giorno (anche la notte!) e spacciandosi per dipendenti o responsabili della San Giorgio (Barzetti e Marzandelli sono due dei nomi che si evincono dalle telefonate). Gli altri scherzi non hanno una datazione precisa, ma si presume siano stati realizzati tra il 1987 e il 1991 circa, un periodo in cui Antonello e Maurizio sperimentavano con costanza nuovi personaggi e nuove situazioni.
Come si sono diffusi gli scherzi?
Gli scherzi si diffusero inizialmente tramite copie su cassette audio, passate di mano in mano tra amici e conoscenti a L’Aquila e poi in tutto il Centro Italia. I due autori non desideravano la pubblicazione pubblica delle telefonate, ma una copia della saga della lavatrice e di quella della moglie cominciò a circolare indipendentemente dalla loro volontà. La vera svolta arrivò alla fine degli anni ’90, quando Manuel, l’autore del sito www.magnotta.it, digitalizzò le registrazioni e le pubblicò inizialmente su portali gratuiti come Tiscali e Libero. Nel 2000 registrò il dominio magnotta.it, che da allora rappresenta l'archivio principale e la fonte originale dei file audio e del materiale fotografico, da cui tutti i siti e canali successivi hanno attinto.
Dove si possono ascoltare gli scherzi oggi?
Gli scherzi sono ascoltabili su più piattaforme, ma la fonte primaria e completa è il sito www.magnotta.it, dove sono disponibili anche trascrizioni, foto, immagini rare, contenuti extra e perfino remix. In parallelo, gli audio originali presenti su Magnotta.it sono stati riportati e resi reperibili su YouTube, su Telegram e su diverse pagine e gruppi Facebook dedicati a Mario Magnotta e agli scherzi telefonici italiani.
Magnotta era consapevole degli scherzi?
Inizialmente no. Le telefonate erano fatte di nascosto e registrate con un semplice registratore a cassette. Per anni Mario ha ignorato la loro esistenza. Solo molto tempo dopo, grazie alla diffusione delle cassette e poi del sito, venne a sapere del fenomeno. Nonostante una reazione inizialmente perplessa, Magnotta accettò con ironia e una certa soddisfazione la sua popolarità. Negli anni a seguire molti hanno messo in dubbio l’autenticità degli scherzi, asserendo che Mario fosse d’accordo con gli autori. Niente di più falso. Sarebbe bastato conoscere Mario per capirlo: era una persona estremamente semplice, genuina e molto irascibile, se toccata nei suoi interessi primari ovvero gli affetti ed I soldi. Non era assolutamente in grado di fornire una prestazione attoriale da Oscar. Ne è la riprova il fatto che, anche a distanza di anni, continuava a cascare in diversi scherzi: bastava solo muovere le giuste leve per far “chiudere la vena” a Mario! Anche a distanza di tempo cadeva ancora in fallo: nel 2003 gli fu fatto uno scherzo telefonico, prima di un Magnotta Party a l’Alien Disco, in cui andò su tutte le furie dopo che il proprietario del locale lo chiamò minacciandolo di annulare la serata e di non pagarlo perchè era in ritardo!

Le Telefonate Leggendarie
Quando avvenne la telefonata “Lavatrice 4”?
La telefonata “Lavatrice 4”, la più famosa di tutta la saga, fu registrata il 16 settembre 1987. Si tratta di uno degli episodi più esplosivi in assoluto, dove la tensione tra Mario e il venditore Bontempi raggiunge l’apice. Dopo un mese di discussioni telefoniche con figure immaginarie dell’azienda San Giorgio, Magnotta riceve la tanto attesa chiamata dal proprietario del negozio omonimo, Bontempi, che invece di offrirgli una soluzione, lo accusa di comportamento scorretto e gli chiede di dei soldi. Il dialogo è un crescendo di accuse, urla e frasi memorabili come “Che te debbo da?” e “Mi iscrivo ai terroristi!”.
Quando Magnotta acquistò la lavatrice?
Secondo quanto ripetuto più volte dallo stesso Mario durante le telefonate, la lavatrice fu acquistata nel 1981 (ad Aprile, come precisato da Bullòi in Lavatrice 4) presso il negozio Bontempi: Mario, che conosceva Antonello e Maurizio sin dai tempi della scuola, nonostante gli innumerevoli scherzi subiti dai due studenti, rimase in buoni rapport dopo il loro diploma, tanto da chiedergli di accompagnarlo, nel 1981, e consigliarlo nell’acquisto. Dopo la separazione con la moglie, che si portò via la famosa lavatrice San Giorgio, Mario rimase con una lavatrice Ignis di seconda mano. All’epoca Mario faceva un “doppio lavoro” al negozio di abbigliamento di Panarelli e si confidò con lui, esprimendo il suo disappunto per la storia della lavatrice presa dalla moglie. Panarelli percepì subito le potenzialità di quella situazione e ne parlò con Antonello e Maurizio, i quali inventarono una promozione della San Giorgio che prometteva vantaggi nel tempo, con un contratto firmato dallo stesso Mario (cosa ovviamente non vera). Da questo presunto contratto derivano le richieste continue di sostituzione, che danno origine alle telefonate.
Cos’era il contratto di permuta San Giorgio?
Il famigerato “contratto di permuta” (a favore del consumatore) è un’invenzione degli autori degli scherzi. Nelle telefonate, viene citato come un documento secondo il quale la San Giorgio si sarebbe impegnata a fornire ogni sei anni un nuovo elettrodomestico al firmatario, ad un costo e con condizioni vantaggiose (sconti e opzional gratuiti), oltre alla partecipazione da un “concorso a premi”. Mario lo ritiene illegittimo, perchè non l’ha mai firmato e asserisce che la firma sul contratto sia “falsa, ma in buona fede”, mentre la San Giorgio pretende il rispetto di quanto stabilito dal contratto. Mario alla fine decide di comprare la nuova lavatrice, a patto che si chiuda il contratto. Ma secondo il Direttore, questo dipende dall’apertura o meno delle Frontiere nel 1992 (trattato di Maastricht?). È il centro della vicenda e uno degli elementi più parodici dell’intera saga.
Quando si separò da Pina?
Dalle informazioni contenute nello scherzo “Lavatrice” (in particolare nella prima parte), apprendiamo che Mario e la moglie Pina erano già separati, quindi tale evento è avvenuto prima del 1987. La separazione è uno degli snodi narrativi su cui si costruiscono le accuse del presunto incaricato del Telefono Azzurro, secondo cui il distacco avrebbe avuto gravi conseguenze psicologiche sulla figlia Romilda.
Come è nato lo scherzo del Telefono Azzurro?
Ne il Telefono Azzurro, composto da 2 telefonate, gli autori sfruttano il tema della separazione di Mario per orchestrare un nuovo scherzo, facendo leva su alte criticità nel carattere di Mario. Bullò si spaccia dunque per un presunto incaricato del Telefono Azzurro, che lo accusa di essere la causa delle turbe psichiche della figlia Romilda. Indaga a fondo sulla vita e sulle abitudini di Mario, sottolineando ogni contraddizione nel suo stile di vita e addirittura paventando comportamenti sessuali poco ortodossi, che avrebbero condizionato la salute psichica della figlia. Il culmine è quando comincia ad accusare Mario di essere omosessuale, dopo alcune segnalazioni della moglie…il Nostro, ovviamente, va fuori di testa!
Di cosa tratta lo scherzo della Moglie?
Nella saga della Moglie, composta da 4 telefonate, Mario si scontra con le richieste dell’ex amante di Pina, Bruno, un pasticciere de l’Aquila che è stato lasciato a sua volta e pretende che Mario si riprenda la moglie e partecipi a una riunione per stabilire quanti soldi dare alla moglie che, ovviamente, Mario non vuole assolutamente dare. La particolarità di questo scherzo è che Bullò, nella prima telefonata, in realtà voleva semplicemente proseguire con lo scherzo del Telefono Azzurro. Tuttavia, non appena Mario risponde con “Dimmi, Brù?”, evidentemente pensando di parlare con l’ex della moglie, Bullò ha un attimo di pausa (si evince chiaramente nei primi minuti di Moglie 1), capisce le potenzialità e da li improvvisa la sua “nuova” identità, dando vita allo scherzo!
I Personaggi del Magnotta-verso
Chi era il Direttore della San Giorgio?
Il Direttore (interpretato in una parte da Antonello e in un’altra da Maurizio “Bullò”) è uno dei personaggi-chiave degli scherzi della lavatrice. Si presenta come rappresentante dell’azienda produttrice, e in Lavatrice 2 si apprende che è stato un Avvocato "del Foro di Milano, sezione Divorzi". Il suo cognome potrebbe essere Barzelli (così viene chiamato dal Ragioniere al minuto 3.01 di Lavatrice 3). E' un burocrate inflessibile e formalissimo, capace di esprimersi in modo minaccioso ma apparentemente educato. È il simbolo della macchina amministrativa che schiaccia il cittadino. Parla con tono gelido, a volte accusatorio, a volte complice, spesso lasciando Mario sfogarsi per poi colpirlo con accuse inaspettate. Ovviamente si tratta di una figura inventata, interpretata magistralmente dai due autori.
Chi era il Ragionere / Ditta Cinque Imperia?
Il Ragionere è una figura tecnica, contabile, con un tono professionale ma saccente e aggressivo. Parla a nome della Imperia Cinque, la “filiale” o “concessionaria” della San Giorgio a L’Aquila, rivenditrice per i “piccoli negozietti”. È probabile che si tratti di un riferimento da un’azienda reale. Interviene spesso per redarguire Mario che, a detta sua, avrebbe messo in cattiva luce la sua ditta con il Direttore. Dopo un primo momento d’ira, Mario dimostra una certa “riverenza” in quanto Ragioniere (e quindi con istruzione superiore alla sua) e cerca di districarsi tra offese ed accuse, per fornire la sua spiegazione e la totale estraneità ai fatti contestati.
Chi era Bontempi?
Bontempi (o Bontempo, interpretato da Maurizio “Bullò”) è il mitico rivenditore della lavatrice San Giorgio del negozio omonimo. Nella telefonata “Lavatrice 4”, si confronta direttamente con Mario. È l’unico personaggio che mantiene il proprio nome reale, e la telefonata lascia intuire che potrebbe essere il reale proprietario del negozio, conosciuto da Magnotta. Nella telefonata accusa e si difende dalle accuse, cerca di negare ogni responsabilità, e pretende in ogni modo che Mario gli dia le famose “7-800 mila lire”, provocando l’esplosione d’ira che ha reso celebre lo scherzo.
Chi era Panarelli?
Panarelli è il titolare di un noto negozio di abbigliamento de l’Aquila, dove Mario ha lavorato saltuariamente, per arrotondare lo stipendio. Viene nominato nello scherzo “Telefono Azzurro”, dove l’Incaricato insinua che tra Panarelli e Magnotta ci sia stato un rapporto intimo. In realtà Panarelli è una figura chiave nell’universo Magnottiano in quanto è stato spesso il “gancio” per molti degli scherzi orchestrate dagli autori, che venivano da lui avvertiti non appena a conoscenza di qualche situazione potenzialmente comica avvenuta a Mario. La saga della Lavatrice parte proprio da una sua “soffiata”. Ma ci sono molti altri casi, di cui abbiamo purtroppo solo testimonianze orali. Esiste uno scherzo nel quale Mario arriva al negozio di Panarelli trafelato, in quanto morso da un cane lungo la strada. Ovviamente Panarelli avvertì subito gli autori, che chiamarono Mario spacciandosi per funzionari della Protezione Animali, informandolo che il cane che l’aveva morso era morto per colpa sua, con conseguenti accuse di maltrattamenti sugli animali!
Chi erano Barzetti e Marzandelli?
Barzetti è una figura di contorno, presumibilmente il “capo del personale” della San Giorgio, citato una sola volta come possibile responsabile della sostituzione della lavatrice. Anche Marzandelli è una figura intermedia di potere nella struttura aziendale. Serve a complicare ulteriormente la già caotica rete di responsabilità.
Chi era Bruno?
Bruno (interpretato da Maurizio “Bullò”) è uno dei presunti amanti di Pina, la ex moglie di Mario. Aveva aperto una pasticceria dove era venuta a lavorare la sua nuova amante Pina, ma è fallita. Afferma con candore di aver amato Pina, di averle anche dato dei soldi le prime volte, e che ora lei lo ha lasciato. E vuole I soldi. Sia da lui che da Mario, da stabilire in una fantomatica riunione. È un personaggio tragicomico, che suscita un’incredibile reazione di indignazione da parte di Magnotta, che grida: “Te la si ingollata e mot e la tieni!” Bruno parla lentamente, con tono mesto, come un ex deluso, per poi incalzare e provocare Mario, che finalmente sbotta ed esterna tutto il suo risentimento verso il presunto colpevole della sua separazione da Pina.
Chi era Pina (Giuseppina)?
Pina è la ex moglie di Mario Magnotta. Non compare mai direttamente, ma è spesso al centro delle discussioni: accusata di essere fuggita con altri uomini e di aver rovinato una famiglia. Nelle telefonate viene ritratta come subdola, instabile, ottusa, stupida e addirittura coinvolta in manovre truffaldine per avere più soldi dal suo ex marito, che già le paga gli alimenti “come stabbilito dalla legge”. Mario alterna nei suoi confronti nostalgia, rancore e indignazione. Il suo livello di istruzione è la Terza Media (che, a detta sua, è riuscita a conseguire grazie a Mario).
Chi era Romilda?
Romilda è la figlia di Magnotta. Viene nominata nello scherzo del “Telefono Azzurro” come presunta vittima della separazione dei genitori. Secondo l’Incaricato del Telefono Azzurro, Romilda avrebbe sviluppato delle turbe psichiche a causa del comportamento paterno. Mario si difende con veemenza, sostenendo di essere stato abbandonato dalla moglie e di aver sempre avuto comportamenti corretti verso la figlia.
Chi era l’Incaricato del Telefono Azzurro?
È uno dei personaggi meglio riusciti dell’intera saga. Si presenta come un funzionario dell’associazione “Telefono Azzurro”, istituzione realmente esistente che si occupa di tutela dei minori. Con tono falso-paternalistico e inquisitorio, accusa Mario di aver traumatizzato la figlia, di avere una vita disordinata, di frequentare ambienti poco raccomandabili e di essere omosessuale. Mario nega, si scalda, cerca di spiegare, ma viene continuamente provocato. Il climax comico è irresistibile.
Chi era Ju Biondo?
Ju Biondo (Giovanni, detto “il Biondo”) è un altro personaggio evocato come amante di Pina, in un periodo precedente all’avvento di Bruno. Viene menzionato in modo marginale, ma diventa parte della costellazione di presunti rivali amorosi che tormentano Mario. Anche qui, la parodia del tradimento e la reazione iperbolica del protagonista sono centrali. La sua figura non è inventata, ma corrisponde a un concittadino di Mario, noto donnaiolo e soprannominato “California”, che è recentemente scomparso.
Cultura Pop, Media e Curiosità
Qual è lo stile degli scherzi?
Gli scherzi hanno uno stile inconfondibile: grottesco, teatrale, iperrealista, in cui la quotidianità si trasforma in un incubo burocratico. Mario non è un comico, ma la sua spontaneità e la sua indignazione autentica creano un effetto comico travolgente. Gli autori costruiscono un mondo fittizio ma coerente, popolato da dirigenti, amanti, accusatori e truffatori. Il tono passa dal surreale al tragico, dal farsesco al satirico.
Quali sono le frasi più celebri?
- “Mi iscrivo ai terroristi!”
- “Che te debbo da?”
- “Ma perchè mi volete appoppiare la roba?”
- “Ma damme 7/800 mila lire?
- Te spaccio!
- La presi e la pagai!
- …e molte altre!
Sono espressioni che molti appassionati usano ancora oggi come meme, status, audio remix o battute da citare tra amici.
Magnotta è mai apparso in TV?
Sì. La più celebre apparizione fu nel programma “I Fatti Vostri” condotto da Fabrizio Frizzi, dove Mario raccontò l’origine degli scherzi, la sua sorpresa nello scoprire la notorietà, e il modo in cui tutto si era evoluto. Appariva emozionato ma anche divertito, segno di quanto fosse riuscito a elaborare con autoironia tutta la vicenda. Ha inoltre partecipato a diversi programmi di tv locali de l’Aquila (TV7) tra I quali “Striscia Magnotta” e “La Giunta Ombra” ed è stato spesso intervistato.
Esistono remix musicali degli scherzi?
Assolutamente sì! DJ e appassionati hanno campionato le urla di Mario, montato le sue frasi su basi techno, dance, drum’n’bass e house. Alcuni remix sono diventati virali su YouTube e SoundCloud. Tra i più noti: “Magnotta House” di Davide Farra (DJ di RDS) “Lavatrice (Remix Version)”, “Mi iscrivo ai terroristi (tekno mix)” e vari mash-up con discorsi politici e canzoni pop.
Mario è apparso anche su altri media?
Mario è stato il protagonista di un fumetto del 2017, Magnotta Wars – il Lato abruzzese della forza, con la sceneggiatura di Antonio Recupero e le illustrazioni di Fabrizio Di Nicola, compost da 128 pagine: è una parodia fantascientifica basata su Star Wars che omaggia il celebre bidello aquilano. Molti musicisti hanno citato Mario in delle canzoni: Frankie hi-nrg mc in "Disconnetti il potere" (1993) ha campionato la voce di Mario Magnotta, utilizzando un suo celebre "NO!" tratto dallo scherzo della lavatrice. Simone Cristicchi ne "L'Italia di Piero" (2007) cita direttamente Magnotta con la frase: «Piero non rinuncerebbe mai alla lotta e si iscrive ai terroristi come fa il Magnotta». Anche il celebre rapper J-Ax ha utilizzato un campionamento di una telefonata di Mario in un suo brano.Inoltre Mario è pubblicamente apprezzato dal comico Simone Vergassola e dal cantante romano Antonello Venditti.
Esiste merchandising ufficiale?
Non esiste un merchandising ufficiale, ma numerosi fan hanno creato magliette, adesivi, spille, poster e altri gadget artigianali con le frasi celebri di Magnotta. Alcune magliette sono comparse anche in festival e serate a tema, con grande apprezzamento da parte del pubblico. Addirittura Diego Bianchi, conduttore di Propaganda Live su La7, ha indossato una t-shirt con il volto di Mario, oltre ad aver intervistato Bullò nel corso di un’altra puntata.
Il fenomeno è ancora vivo oggi?
Sì, eccome. Magnotta è diventato un fenomeno trans-generazionale. Le sue telefonate circolano ancora tra giovani e meno giovani, spesso usate come meme, GIF, remix e tributi video. Esistono canali YouTube interamente dedicati, gruppi Facebook da migliaia di membri, e ora anche pagine commemorative che raccontano la sua storia. Non è inconsueto sentirlo citare in programmi televisivi o in testate giornalistiche. Segno che Mario ha lasciato una traccia indelebile nell’immaginario collettivo italiano. E a conferma di ciò, il 22 Novembre 2025 è uscito nei cinema il docufilm "Semplice Cliente", per la regia di Alessio De Leonardis, prodotto dalla Duende Film e distribuito dalla Mescalito, dove è possibile visionare e prenotare i biglietti per le prossime proiezioni.
Perché Magnotta è diventato una leggenda?
Perché era autentico, semplice e genuino. Non un attore, non un comico, non un personaggio costruito, non un intellettuale: era una persona vera, semplice, con un’infanzia difficile, che si era dovuto costruire una vita senza l’aiuto di nessuno. Era immerso nella sua quotidianità e nei problem di tutti i giorni: all’improvviso si trovava davanti a situazioni paradossali e destabilizzanti, senza strumenti per comprenderle o difendersi. Il modo in cui reagisce, la dignità che cerca di mantenere, la rabbia profonda e l’assurdità che lo circonda lo rendono un simbolo dell’italiano medio esasperato, ma incredibilmente umano. Una leggenda nata per caso, cresciuta grazie alla voce e all’anima di chi ha saputo trasformare il ridicolo in arte.







